Giulia Maria Fabris

Insegnante di violino

Monzese, insegna violino e guida le due orchestre degli allievi più piccoli. È direttrice della sezione archi di APM.

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Com’è iniziato il tuo percorso musicale e qual è stata la tua formazione?

Fu mia madre ad avere l’idea di iscrivermi alla scuola di musica della mia città: il Liceo Musicale “Vincenzo Appiani” di Monza. Ricordo ancora l’esame di ammissione con l’allora Direttrice: mi fece sedere al pianoforte, cantare a eco delle brevissime melodie che lei improvvisava sulla tastiera per poi riprodurne il ritmo. Rimasi affascinata proprio dal pianoforte: era quello lo strumento che volevo suonare! Mi fu consigliato, invece, di provare con il violino…e così è iniziato il mio percorso di studi. Superato, da privatista, l’esame di compimento medio, la mia insegnante di allora mi consigliò di iscrivermi ad un corso di esercitazioni orchestrali: scelsi la Civica Scuola di Musica di Milano (ora Scuola di Musica Claudio Abbado), che proponeva un interessante ciclo di seminari in collaborazione con i Civici Cori, sotto la direzione di Carlo De Martini.  Fu un’esperienza entusiasmante. L’anno successivo feci domanda di ammissione anche per la classe di violino: fui ammessa in quella del Maestro Claudio Pavolini. Quelli di Milano furono anni bellissimi e faticosi durante i quali ho preso coscienza di quanto forte fosse la mia passione per la musica e di quanta costanza fosse necessaria per raggiungere il risultato desiderato e spostare l’asticella degli obiettivi ancora un po’più in su, laddove non pensavo neanche di poter arrivare. Mi sono poi diplomata al Conservatorio “F.A. Bonporti” di Riva del Garda.

Com’è nata la tua passione per l’insegnamento? 

Durante gli ultimi anni di studio iniziai a lavorare come insegnante di propedeutica musicale: scoprii dunque che lavorare con i bambini mi piaceva molto, ma anche che non si trattava di un mestiere che si poteva improvvisare.  Mi iscrissi allora ai corsi di formazione per docenti proposti dall’Accademia Marziali di Seveso, conseguendo le certificazioni di vocalità, ritmica, e metodo “io cresco con la musica”; ho seguito poi dei seminari relativi al metodo Z.Kodaly e alla ritmica J.Dalcroze.
Quando qualche anno dopo mi fu proposto di prendere una cattedra di violino rimasta vacante, accettai senza esitazione: ed è stato il momento in cui capii che il mio futuro sarebbe andato in quella direzione. Dopo anni di studio e ricerca personale, decisi di intraprendere percorsi più strutturati. Così, nel 2015 ho conseguito il Certificato di Studi Avanzati in Didattica degli strumenti ad arco presso il Conservatorio della Svizzera Italiana e l’anno successivo ho seguito un Master per insegnanti di strumento ad arco presso la Jacob Music School dell’Indiana University con Mimi Zweig.
Sono diventata Professore di Pedagogia Metodo Suzuki: ho studiato in Francia alla scuola di Christophe Bossuat, conseguendo il terzo livello per il violino ed il secondo livello per la viola.

Quale tra i tuoi insegnanti è stato il Maestro a cui devi di più e cosa ti ha “lasciato in eredità”? 

Claudio Pavolini: per non avermi mai detto cosa fare, ma avermi indicato la via da seguire. Prima di lui, infatti, nessuno mi aveva insegnato a ragionare in modo analitico sulla scelta di arcate e diteggiature o spronato ad approfondire aspetti tecnici dello strumento per poter scegliere consapevolmente la soluzione più adatta a me.  Ha nutrito la mia curiosità e spesso mi ha spinto a non mollare.
Poi Anna Modesti: per aver instillato in me ulteriore amore per il sapere e dato il coraggio di intraprendere strade che non avrei immaginato di poter percorrere.