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Alessandro Guerra

Insegnante di chitarra

Milanese, ha una formazione sia musicale che in giurisprudenza (laurea magistrale). È attivo a tempo pieno come musicista tra insegnamento della chitarra nella scuola pubblica e in scuole di musica, oltre ad esibirsi sa solo e in formazioni cameristiche.

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Com’è nata la tua passione per la musica e per la chitarra?

Sin da bambino mi è sempre piaciuto ascoltare la musica, mi ricordo in particolare le cassette dei Beatles e di Celentano che i miei mettevano in macchina durante i viaggi. Diventato un po’ più grande, ho comprato un lettore mp3 con cui ascoltavo le mie canzoni preferite. A un certo punto, più o meno nel periodo delle scuole medie, mio cugino ha cominciato a suonare la chitarra e, siccome mi piaceva molto sentirlo suonare, mi ha incuriosito e gli ho chiesto di insegnarmi qualche accordo.

Com’è iniziato il tuo percorso musicale e qual è stata la tua formazione?

Ho studiato privatamente per qualche anno con Giovanni Dettori, chitarrista e compositore milanese, per poi approdare alla Scuola Civica “C. Abbado” di Milano, dove ho frequentato i corsi pre-accademici e accademici di Chitarra Classica, conseguendo il Biennio Accademico di II livello AFAM. Negli anni ho avuto la possibilità di seguire masterclass e seminari con grandi insegnanti e di avvicinarmi ad altri ambiti aldilà dello studio dello strumento, in particolare partecipando ai corsi di introduzione alla direzione d’orchestra tenuti dal M° Yoichi Sugiyama.

Com’è nata la tua passione per l’insegnamento?

Ho cominciato a insegnare circa dieci anni fa e sin da subito ho provato passione per questo lavoro. Credo che l’origine della mia propensione all’insegnamento sia duplice: da una parte l’esperienza di educatore in oratorio, che mi ha fatto scoprire la bellezza di stare con i ragazzi più giovani e coi bambini e di accompagnarli in un percorso di crescita, e, dall’altro, l’esempio positivo che mi è stato offerto dai miei insegnanti della Scuola Civica di Milano. Da loro ho imparato a valorizzare i talenti e la sensibilità di ogni studente.

Quale tra i tuoi insegnanti è stato il Maestro a cui devi di più e cosa ti ha “lasciato in eredità”?

Ho avuto la fortuna di incontrare tanti Maestri lungo il mio percorso e davvero non saprei chi mettere al primo posto in una ipotetica classifica: penso che ciascuno abbia dato un contributo unico alla mia storia. Se dovessi scegliere, certamente penserei alla mia prima insegnante della Civica, Agostina Mari, e a suo marito Guido Muneratto, che sono stati come i miei “genitori” musicali: hanno scoperto e valorizzato un talento che c’era in me, mi hanno incoraggiato e sostenuto nei momenti difficili, mi hanno lasciato in eredità un patrimonio di bellezza, quello della chitarra classica “ben suonata”, che oggi è poco conosciuto, ma che può avere ancora tanto da dire alle persone.