Daniele Albericci

Insegnante di pianoforte

Lainatese, insegna pianoforte e svolge attività concertistica sia con suo strumento, sia come membro del quartetto a cappella Voxa.

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Com’è nata la tua passione per la musica e pianoforte?

Il mio primo approccio alla musica risale a quando ero piccolissimo: avevo circa 2 anni. I miei genitori si conosciuti suonando assieme musica popolare, quindi la musica e gli strumenti musicali in casa non mancavano. Col pianoforte è stato amore a prima vista, volevo sempre sedermi sullo sgabello per poter premere i tasti e i miei genitori hanno pensato di iscrivermi a un corso di musica. Da lì è cominciato tutto…

Com’è iniziato il tuo percorso musicale e qual è stata la tua formazione?

Ho iniziato a poco meno di tre anni con dei corsi collettivi di propedeutica in cui si imparavano a suonare anche le tastiere. Qualche anno dopo ho cambiato scuola di musica e ho cominciato a prendere lezioni individuali di pianoforte. All’età di quattordici anni sono entrato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano nella classe di pianoforte e qualche anno dopo ho arricchito la mia formazione musicale studiando anche fagotto e composizione.

Una volta diplomato mi sono perfezionato con dei bravissimi concertisti e didatti quali Vincenzo Balzani e Vsevolod Dvorkin.

Com’è nata la tua passione per l’insegnamento?

Nasce, a dire la verità, grazie ad un evento del tutto fortuito: un mio compagno di studi, diplomato da poco anche lui, mi aveva chiesto se potevo prendere il suo posto come docente in una scuola di musica e ho accettato. Inutile dire che mi è piaciuto moltissimo fin da subito!

Quale tra i tuoi insegnanti è stato il Maestro a cui devi di più e cosa ti ha “lasciato in eredità”?

Mi sembra doveroso citarne due che mi hanno lasciato eredità completamente diverse ma comunque importanti.

Il primo è il mio ultimo insegnante di pianoforte Vsevolod Dvorkin, concertista di enorme bravura, che mi ha fatto scoprire il pianoforte da un punto di vista completamente diverso rispetto a quello a cui sono sempre stato abituato, come la conduzione del suono di una o più note a livello emotivo e gestuale oppure l’approccio iniziale ad un nuovo brano.

L’altro insegnante che voglio menzionare è stato quello del corso di canto corale in Conservatorio, Davide Gualtieri: per gli insegnamenti dal punto di vista umano, quali ad esempio umiltà e rispetto verso se stessi e gli altri, fondamentali non solo per la didattica ma anche per la vita in generale.